Quali carboidrati scegliere? Le migliori alternative per variare l’alimentazione

Scopri con quali carboidrati sostituire pasta e pane all’interno di una dieta sana ed equilibrata.

I carboidrati non vanno tolti ma ma variati: il segreto di una dieta efficace

  • ​I carboidrati rappresentano una componente essenziale dell’alimentazione e svolgono un ruolo centrale nel fornire energia all’organismo, sostenendo le attività quotidiane e contribuendo al corretto funzionamento di diversi processi metabolici. Nonostante questo, vengono spesso percepiti come un elemento da ridurre o addirittura da eliminare quando si desidera migliorare la propria alimentazione, controllare il peso o sentirsi più leggeri. Questa visione, però, tende a semplificare eccessivamente un tema che merita un approccio più equilibrato e basato su evidenze nutrizionali.

    Il concetto chiave è che i carboidrati non devono essere tagliati fuori dalla propria alimentazione, ma variati. Saper riconoscere le diverse fonti disponibili e comprenderne le equivalenze consente di mangiare in modo più completo, senza rinunciare a un nutriente fondamentale e senza modificare la quantità complessiva di carboidrati assunta nel pasto.

    Esistono, infatti, numerose alternative intercambiabili alla classica pasta o al pane: dai cereali meno conosciuti al riso, fino ai legumi e ai tuberi, che permettono di mantenere lo stesso apporto di carboidrati variando gusto, consistenza e qualità nutrizionale. Conoscere queste sostituzioni aiuta a ridurre rigidità, confusione e demonizzazione, favorendo un’alimentazione più flessibile e sostenibile. 

Carboidrati più sani: come sceglierli

  • ​Quando si parla di “carboidrati più sani” è opportuno chiarire che non esistono alimenti intrinsecamente “buoni” o “cattivi” in senso assoluto. La differenza tra una scelta più favorevole e una meno vantaggiosa dipende da alcune caratteristiche che ne determinano il comportamento nell’organismo e il valore nutrizionale complessivo.

    Una prima distinzione, è però, necessaria: quando parliamo di carboidrati semplici ci riferiamo a quelli che sono composti da uno o due zuccheri come lo zucchero da tavola, il fruttosio ecc. Mentre con il termine carboidrati complessi ci riferiamo ai carboidrati con catene di zuccheri più lunghe e sono quelli che si trovano in cereali, pane, pasta, riso, legumi, patate ecc.

    Un elemento centrale nella valutazione di quest’ultima tipologia di carboidrati è il grado di raffinazione, perché influenza direttamente la composizione dell’alimento. Le fonti integrali e meno lavorate dei cereali conservano più componenti del chicco, come crusca e germe, e risultano generalmente più ricche di fibre e micronutrienti rispetto alle versioni raffinate.

    Questo aspetto è rilevante perché non riguarda solo la “qualità” teorica dell’alimento, ma anche la sua capacità di contribuire a un pasto più equilibrato e completo. I prodotti raffinati, al contrario, tendono a fornire carboidrati in una forma più concentrata e con un contenuto inferiore di sostanze utili dal punto di vista nutrizionale. In termini pratici, ciò significa che, a parità di porzione, le fonti integrali offrono spesso un maggior supporto alla sazietà e un apporto più significativo di nutrienti accessori come magnesio, ferro, vitamine del gruppo B e antiossidanti.

    Strettamente collegata alla raffinazione è la presenza di fibre, che rappresenta uno dei fattori più importanti nella definizione di carboidrati più salutari. Le fibre contribuiscono a migliorare la regolarità intestinale, supportano il microbiota e aumentano il senso di sazietà, rendendo il pasto più stabile nel tempo. Dal punto di vista metabolico, inoltre, le fibre tendono a rallentare l’assorbimento dei carboidrati, favorendo una risposta glicemica più graduale.

    Tuttavia, nella valutazione della risposta energetica è essenziale ricordare che questa non dipende soltanto dall’alimento, ma anche dalla porzione, dalla cottura e soprattutto dal contesto del pasto. Un carboidrato inserito in un piatto completo, con verdure, proteine e grassi di qualità, tende ad avere un assorbimento più graduale rispetto allo stesso carboidrato consumato isolatamente. 

Panoramica dei principali carboidrati intercambiabili tra loro

  • ​L’aspetto più rilevante, in un’ottica nutrizionale, è che esistono numerose fonti di carboidrati in grado di svolgere una funzione analoga all’interno del pasto. Pur presentando differenze in termini di consistenza, sapore, digeribilità e contenuto di fibre, questi alimenti hanno un obiettivo comune: fornire energia e contribuire alla costruzione di un piatto bilanciato. La scelta della fonte più adatta dipende dalla qualità nutrizionale, dalla tolleranza individuale e dal contesto alimentare complessivo, più che dall’idea di individuare un alimento “migliore” in senso assoluto. Ecco quali sono le principali tipologie.

    Cereali e pseudocereali

    All’interno delle principali fonti di carboidrati, cereali e pseudocereali rappresentano una categoria ampia e particolarmente utile per aumentare la varietà alimentare senza modificare in modo significativo la struttura dei pasti. Pur svolgendo una funzione simile sul piano energetico, questi alimenti possono differire per contenuto di fibre, micronutrienti e caratteristiche specifiche.

    Grano saraceno: è uno pseudocereale naturalmente senza glutine, apprezzato per il suo profilo nutrizionale completo. Fornisce proteine di buona qualità, fibre e vitamine del gruppo B, oltre a minerali come magnesio e ferro. È inoltre una fonte di antiossidanti, tra cui la rutina.

    Quinoa: è uno pseudocereale naturalmente privo di glutine e a basso indice glicemico, noto per l’elevato valore nutrizionale. Apporta proteine “complete”, perché contiene tutti gli amminoacidi essenziali, oltre a una buona quantità di fibre. È anche una fonte di vitamine del gruppo B e di vitamine come C ed E, insieme a minerali importanti tra cui magnesio, ferro, zinco e potassio.

    Amaranto: è un altro pseudocereale naturalmente privo di glutine, apprezzato per il suo profilo nutrizionale completo. Apporta una buona quantità di proteine di qualità, con una presenza significativa di lisina. È inoltre una fonte di fibre, vitamine (A, C, gruppo B ed E) e minerali come ferro, calcio, magnesio e fosforo.

    Mais: privo di glutine, caratterizzato da un buon contenuto di carboidrati complessi e fibre. Apporta inoltre vitamine del gruppo B e diversi sali minerali, tra cui potassio, fosforo e magnesio. Il suo profilo nutrizionale è completato dalla presenza di antiossidanti, come i carotenoidi luteina e zeaxantina.

    Sorgo: è un cereale antico naturalmente privo di glutine, apprezzato per il suo buon contenuto di fibre e proteine di origine vegetale. È anche una fonte di composti antiossidanti, come polifenoli e tannini, e apporta minerali importanti tra cui magnesio, ferro e potassio.

    Miglio: è anche questo un cereale antico naturalmente privo di glutine, apprezzato per il suo buon valore nutrizionale. Apporta vitamine del gruppo B e numerosi sali minerali, tra cui ferro, magnesio, silicio e fosforo.

    Teff: naturalmente privo di glutine, è considerato un alimento particolarmente interessante dal punto di vista nutrizionale. Apporta proteine, fibre e minerali come calcio e ferro.

    Grano duro: è la base della pasta tradizionale e apporta soprattutto vitamine del gruppo B (in particolare tiamina e niacina) e minerali come selenio, fosforo e magnesio, con un contenuto di ferro variabile. Nella versione integrale la quota di fibre è nettamente superiore, con una risposta energetica più graduale e maggiore capacità saziante rispetto alla pasta raffinata.

    Grano tenero: è utilizzato per farine destinate a pane, pizza e prodotti lievitati. Dal punto di vista micronutrizionale, apporta vitamine del gruppo B, selenio, fosforo e magnesio. Le farine raffinate perdono una parte rilevante di fibre e micronutrienti; per questo, pane e prodotti integrali risultano generalmente più favorevoli per sazietà e stabilità energetica.

    Riso: le varietà da preferire sono quelle più ricche di fibre e micronutrienti, come il riso integrale, il riso venere e il riso rosso, che hanno vitamine del gruppo B e minerali come magnesio e manganese, oltre ad antiossidanti.

    Avena: è un cereale integrale noto per il suo elevato valore nutrizionale. Si distingue per l’abbondanza di fibre solubili, in particolare i betaglucani, e per un buon contenuto proteico, con una presenza interessante di lisina. Fornisce inoltre grassi prevalentemente insaturi, vitamine del gruppo B e minerali come ferro e magnesio.

    Farro: è un cereale antico apprezzato per il suo profilo nutrizionale completo: apporta proteine in quantità interessanti, fibre, vitamine del gruppo B come B1 e B3, e diversi sali minerali tra cui magnesio, fosforo, ferro e zinco. Ha un indice glicemico generalmente contenuto e favorisce il senso di sazietà

    Segale: è un cereale integrale dall’elevato apporto di fibre. Fornisce inoltre vitamine del gruppo B, come B1, B3 e B6, e diversi minerali tra cui fosforo, potassio, magnesio e ferro, oltre a una presenza interessante di lisina.

    Orzo: fornisce anche diverse vitamine, in particolare B1, B2 e B3, oltre alla vitamina E. Inoltre è ricco di fibre, soprattutto betaglucani, che ne valorizzano ulteriormente le caratteristiche.Viene inserito spesso nelle diete a basso indice glicemico.

    Khorasan (khamut): è un grano antico che fornisce proteine e una buona quantità di fibre, oltre a sali minerali come magnesio, zinco e ferro e vitamine del gruppo B. Si distingue anche per l’elevato contenuto di selenio e per la presenza di antiossidanti come la vitamina E e i polifenoli.

    Bulgur: è un cereale trasformato che si ricava dal grano duro integrale germogliato, cotto al vapore, essiccato e spezzettato, noto per l'alto contenuto di fibre, vitamine (gruppo B) e minerali (potassio, fosforo, ferro).

    Cous cous: apporta buone quantità di potassio, fosforo, ferro e zinco, oltre a vitamine del gruppo B, in particolare la niacina. Rappresenta una valida fonte di carboidrati, con un apporto interessante anche di fibre e proteine. Si ricava dalla semola di grano duro, che viene cotta al vapore e lavorata fino a ottenere piccoli granelli.

    Freekeh: è un grano verde antico raccolto ancora giovane e poi tostato, riconoscibile per il caratteristico gusto nocciolato con note affumicate. Si distingue per l’elevato contenuto di proteine, fibre e minerali come ferro, potassio e zinco. 

    Legumi

    ​I legumi oltre ad essere una fonte proteica vegetale, apportano anche una quantità significativa di carboidrati complessi e fibre, caratteristiche che li rendono un'alternativa molto valida ai carboidrati più classici.

    Lenticchie, ceci, fagioli e piselli contribuiscono in modo efficace al senso di sazietà e possono favorire una risposta glicemica più stabile, grazie alla presenza di fibre e alla struttura dell’amido. Inoltre, forniscono micronutrienti importanti come ferro, folati e potassio.

    Tuberi

    I tuberi sono alimenti amidacei, quindi fonti di carboidrati complessi sotto forma di amido. Dal punto di vista nutrizionale, a parità di porzione, tendono a fornire una quantità di carboidrati comparabile ad altre fonti amidacee, ma con caratteristiche differenti per contenuto di acqua, fibre e micronutrienti.

    • Le patate sono tuberi relativamente poco calorici e rappresentano una buona fonte di carboidrati, potassio, fibre e vitamina C. Naturalmente prive di glutine e povere di sodio, sono alimenti versatili che possono contribuire al senso di sazietà. Inoltre, alcune varietà, come quelle viola, si distinguono per una maggiore presenza di composti antiossidanti.
    • Le patate dolci sono tuberi nutrienti e particolarmente ricchi di antiossidanti, oltre a vitamine come A, C ed E e a minerali come il potassio. Sono spesso considerate un “superfood” grazie al buon contenuto di fibre e alla presenza di proteine, con una quota interessante di lisina. Pur avendo un gusto naturalmente dolce, hanno in genere un indice glicemico moderato e rappresentano una valida fonte di carboidrati. Inoltre, nella buccia è presente il caiapo, una sostanza che aiuta la risposta insulinica, utile nei soggetti con diabete.
    • La manioca, chiamata anche cassava, è un tubero tropicale ricco di amido, apprezzato perché fornisce carboidrati a lento rilascio. È naturalmente priva di glutine e generalmente ben digeribile. Dal punto di vista nutrizionale apporta energia, potassio, vitamina C e una buona quota di fibre.

Tabella di sostituzione o equivalenza dei carboidrati

  • Avere una dieta flessibile significa non essere schiavi di un menù fisso, ma saper adattare i propri pasti a ciò che si ha in dispensa o si ha voglia di mangiare. Per farlo in modo corretto, però, è fondamentale conoscere le proporzioni: non tutti i carboidrati hanno la stessa densità energetica e, per questo, le quantità devono essere riproporzionate.

    Qui di seguito trovi una guida pratica basata su una porzione standard di riferimento (ad esempio, se il tuo piano prevede 70g di pasta o cereali). Puoi consultare questa lista per sapere, a colpo d'occhio, quanto dovresti pesare di un altro alimento per ottenere un apporto di carboidrati equivalente.

    1. La lista delle equivalenze (Tabella pratica)

    Se la tua dieta prevede 70 g di pasta o riso, puoi sostituirli con una delle seguenti alternative nelle quantità indicate:

    Pane e sostituti

    • Pane: 100 g

    Cereali, Farine e Pseudocereali (tutti a 70 g) La maggior parte dei cereali in chicco e delle loro farine ha una densità simile. Se il tuo riferimento è 70 g, puoi mantenere lo stesso peso per:

    • Pasta
    • Riso
    • Avena
    • Orzo
    • Farro
    • Segale (chicco)
    • Grano duro (pasta/semola secca)
    • Grano tenero (farina)
    • Kamut
    • Mais (farina/polenta secca)
    • Sorgo
    • Miglio
    • Teff
    • Grano saraceno
    • Bulgur
    • Cous cous
    • Freekeh

    Eccezioni: Per alcuni pseudocereali la porzione equivalente è leggermente superiore:

    • Quinoa: 75 g
    • Amaranto: 75 g

    Tuberi e Patate Essendo ricchi di acqua, i tuberi hanno un volume molto maggiore a parità di carboidrati. I 70 g di pasta/cereali corrispondono a:

    • Patate: 300 g
    • Patate dolci: 250 g
    • Manioca: 200 g

    Legumi Secchi I legumi apportano anche una buona quota proteica, ma se li utilizzi come fonte principale di carboidrati nel pasto, l'equivalenza è:

    • Lenticchie secche: 100 g
    • Ceci secchi: 100 g
    • Fagioli secchi: 100 g
    • Piselli secchi: 100 g

    2. Le formule per calcolare le tue porzioni

    Se la tua dieta prevede grammature diverse da quelle della lista sopra, puoi usare queste semplici formule matematiche (i "coefficienti magici") per calcolare la tua porzione esatta partendo dalla pasta o dal pane. Tieni presente la tua bilancia e calcola:

    • Da Pasta a Pane: Dividi il peso della pasta per 0,77. (Esempio: 50g pasta ÷ 0,77 = circa 65g di pane)
    • Da Pane a Pasta/Riso: Moltiplica il peso del pane per 0,77. (Esempio: 50g pane x 0,77 = circa 40g di pasta)
    • Da Pasta/Riso a Patate: Moltiplica il peso della pasta per 4,2. (Esempio: 50g pasta x 4,2 = 210g di patate)
    • Da Pane a Patate: Moltiplica il peso del pane per 3. (Esempio: 50g pane x 3 = 150g di patate)
    • Da Pasta/Riso a Gnocchi: Moltiplica il peso della pasta per 2,65. (Esempio: 50g pasta x 2,65 = circa 130g di gnocchi)
    • Sostituzioni veloci per la colazione o spuntini:
      • 50 g di pane = 25 g di crackers
      • 30 g di pane = 2 fette biscottate = 20 g di cornflakes

    3. Il trucco del peso: Crudo o Cotto?

    Spesso capita di dimenticare di pesare gli alimenti a crudo o di dover mangiare pietanze già cucinate per tutta la famiglia. Ecco come cambia il peso dopo la cottura, per aiutarti a regolarti con le porzioni nel piatto:

    • Pasta corta: il peso raddoppia (moltiplica il peso a crudo x 2).
    • Pasta lunga e Riso: il peso aumenta di due volte e mezzo (moltiplica il peso a crudo x 2,5).
    • Legumi secchi: il peso triplica dopo l’ammollo e la cottura (moltiplica il peso secco x 3). Se usi quelli in scatola, scolati e sciacquati, puoi considerare questo peso "cotto" come riferimento equivalente al secco moltiplicato per 3.

Come variare l’alimentazione sfruttando le equivalenze tra carboidrati: consigli pratici

  • ​Usare le equivalenze tra le diverse fonti di carboidrati non dovrebbe essere vissuto come una regola rigida, ma come un modo pratico per gestire l’alimentazione con più serenità. In nutrizione, infatti, la varietà è uno dei segnali più concreti di una dieta di buona qualità, perché permette di introdurre nutrienti diversi nel corso della settimana.

    Inoltre, le equivalenze funzionano al meglio quando vengono inserite in un’alimentazione costruita sul proprio fabbisogno. Ecco perché può essere utile anche scegliere i carboidrati in base alla giornata. Nei giorni più sedentari, alimenti più ricchi di fibre possono favorire una sensazione di energia più stabile e duratura. Nei giorni in cui ci si muove di più o si fa attività fisica, invece, può essere più comodo optare per fonti più digeribili e a minore contenuto di fibra grezza.

    Un altro punto da ricordare è che non conta solo il tipo di carboidrato, ma come viene inserito nel pasto. Se lo stesso alimento viene consumato da solo, l’assorbimento è diverso rispetto a quando è accompagnato da altri alimenti come verdure, proteine e grassi “buoni”. Per questo, più che cercare il carboidrato perfetto, è spesso più utile costruire un piatto completo e bilanciato.

    Va considerato, inoltre, che non esiste un’unica regola valida per tutti: la scelta delle fonti di carboidrati e della quantità di fibre può cambiare in base a molte condizioni personali come colon irritabile, stipsi, reflusso, diabete o insulino-resistenza.

    Da questo punto di vista, una Visita Nutrizionistica può essere un supporto concreto per costruire un’alimentazione davvero su misura, tenendo conto delle esigenze personali, dello stile di vita e degli obiettivi. Inoltre, permette di lavorare sulla varietà in modo più completo: non solo cambiando le fonti di carboidrati, ma migliorando l’equilibrio dell’alimentazione nel suo insieme, rendendola più sostenibile e facile da seguire nel tempo.

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Contenuti approvati dal Comitato Editoriale.
Data ultimo aggiornamento: 2025-12-27
Le informazioni presentate hanno natura generale, sono pubblicate con scopo divulgativo per un pubblico generico e non sostituiscono il rapporto tra paziente e medico.

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