Ciclo mestruale irregolare o assente: cause comuni e quando consultare un medico

Le alterazioni del ciclo mestruale possono dipendere da diversi motivi. Scopri perché succede e quando rivolgerti ad uno specialista

Ciclo mestruale: facciamo chiarezza

  • ​Il ciclo mestruale inizia con il menarca (prima mestruazione) che solitamente compare tra i 10 e i 15 anni di età e si interrompe con la menopausa, che fisiologicamente arriva tra i 45 e i 55 anni.

    Le mestruazioni vengono spesso considerate regolari quando compaiono ogni 28 giorni. In realtà, questa periodicità non è identica per tutte le donne: esistono cicli fisiologicamente più brevi o più lunghi (tra 24 e 35 giorni), e una variabilità moderata può rientrare nella normalità. Il ciclo irregolare o assente diventa invece un tema da osservare con maggiore attenzione quando la cadenza o il flusso cambiano in modo evidente da mese a mese o quando le mestruazioni smettono di presentarsi per diversi mesi.

    È importante chiarire fin da subito due aspetti. Da un lato, non è sempre un segnale di una condizione seria:molte alterazioni del ciclo mestruale possono essere transitorie e non comportare conseguenze. Dall’altro, non è un segnale da ignorare a lungo: quando il ciclo resta assente o irregolare per più mesi, è opportuno inquadrare la situazione in modo corretto. 

Tipologie di irregolarità del ciclo mestruale

  • ​Le irregolarità del ciclo mestruale sono comuni e, nella maggior parte dei casi, non indicano necessariamente un problema grave.

    Si parla di oligomenorrea quando l’intervallo tra una mestruazione e la successiva supera i 35 giorni, pur senza arrivare a una vera assenza del ciclo. L’amenorrea, invece, indica la mancanza delle mestruazioni per tre o più mesi consecutivi: può essere primaria se il ciclo non è mai comparso, oppure secondaria se scompare dopo un periodo in cui era regolare.

    La polimenorrea, invece, descrive cicli troppo ravvicinati, con intervalli inferiori a 21 giorni, quindi più frequenti del normale. Quando il flusso è particolarmente intenso o dura più del previsto, si parla di menorragia o ipermenorrea, se le perdite proseguono oltre i 7 giorni.

    Infine, la metrorragia (o spotting) indica piccole perdite di sangue al di fuori del periodo mestruale atteso. 

Cause del ciclo mestruale irregolare o assente

  • ​Un ciclo irregolare può capitare a molte donne, in fasi diverse della vita, e le cause possono essere molteplici e differenti.

    Tra i fattori fisiologici e transitori rientrano la pubertà, la premenopausa e la menopausa, periodi in cui l’equilibrio ormonale è naturalmente più instabile e l’ovulazione può essere meno regolare. Anche gravidanza e allattamento rappresentano condizioni in cui è normale che il ciclo si interrompa.

    Il corpo può, inoltre, “mettere in pausa” l’ovulazione quando percepisce uno squilibrio, come nel caso dell’amenorrea ipotalamica. Succede, per esempio, con diete restrittive, variazioni di peso,oppure durante periodi di forte attività, stress e poco sonno, in cui l’organismo consuma più energie di quante ne recuperi. In questi casi, il ciclo può diventare più lungo, saltare o presentarsi in modo diverso dal solito.

    Il ciclo irregolare o assente può verificarsi anche dopo l’interruzione della pillola anticoncezionale. In questo caso si parla di amenorrea post-pillola, una problematica transitoria che tende a risolversi in pochi mesi.

    L’assenza o l’irregolarità del ciclo mestruale può essere, inoltre, causata da alcune tipologie di farmaci come antipsicotici, chemioterapici, antidepressivi o antipertensivi.

    Infine, esistono anche cause mediche che possono provocare ciclo irregolare o assente, come squilibri ormonali (ipotiroidismo, ipertiroidismo, prolattina alta), sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), tumori benigni dell'ipofisi, insufficienza ovarica precoce, elevati livelli di cortisolo nel sangue, endometriosi, cisti,tumori uterini, aderenze all’interno della cavità uterina, disturbi della coagulazione, alcune condizioni croniche come obesità o diabete e, nel caso della amenorrea primaria, anche alcune cause genetiche come la sindrome di Turner, anomalie congenite dell'apparato riproduttore, produzione eccessiva di ormoni maschili o scarsa di ormoni femminili. 

Ciclo irregolare o assente: quando preoccuparsi?

  • ​Come già detto, nella maggior parte dei casi un ciclo occasionalmente irregolare o assente non è motivo di preoccupazione. Spesso, infatti, è legato a cause fisiologiche o abitudini modificabili.

    Tuttavia, in alcuni casi è bene rivolgersi al medico specialista, in particolare quando si notano i seguenti sintomi:

    • Improvvisa irregolarità del ciclo, soprattutto se prima era regolare e prevedibile.
    • Ciclo assente per 3 o più mesi consecutivi (amenorrea), con test di gravidanza negativo.
    • Mestruazioni molto abbondanti o prolungate, con comparsa di stanchezza forte, anemia e cali di energia.
    • Perdite intermestruali o spotting persistenti, che si ripetono nel tempo o tra un ciclo e l’altro.
    • Dolore mestruale intenso e invalidante, tale da interferire con lavoro, studio o vita quotidiana.
    • Sintomi associati come aumento di peso eccessivo, acne grave, irsutismo (crescita eccessiva di peli scuri e spessi sul viso, sulla schiena, addome e interno coscia), perdita di capelli o cambiamenti evidenti legati all’equilibrio ormonale.
    • Difficoltà a concepire o necessità di un supporto se si sta pianificando una gravidanza.

    In questi casi, la visita non va vissuta con preoccupazione, ma come uno strumento utile per capire cosa sta succedendo e intervenire nel modo più adatto per identificare eventuali condizioni sottostanti, stabilire un piano terapeutico personalizzato, preservare la fertilità e prevenire complicazioni.

    Durante la visita medica, il ginecologo raccoglierà un’anamnesi accurata, chiedendo informazioni sulla storia del ciclo mestruale (durata, variazioni nel tempo, intensità del flusso) e su eventuali sintomi associati. Approfondirà poi aspetti legati allo stile di vita, come livelli di stress, alimentazione e attività sportiva, oltre all’uso di farmaci, integratori o contraccettivi ormonali. Successivamente procederà con la visita ginecologica e, se indicato, potrà eseguire un’ecografia per valutare utero e ovaie. In base al quadro clinico, potrà inoltre prescrivere ulteriori esami, come test ormonali o accertamenti endocrinologici, per individuare con precisione la causa dell’irregolarità o dell’assenza del ciclo.

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Ciclo irregolare: trattamenti e rimedi

  • ​Una volta identificata l’origine dell’alterazione del ciclo, anche tramite analisi del sangue (ferro, emocromo), dosaggi ormonali (SH, LH, estradiolo, progesterone, prolattina, TSH, ormoni tiroidei) o esami aggiuntivi prescritti dal ginecologo, le possibili soluzioni possono includere interventi sullo stile di vita, trattamenti farmacologici o, in casi selezionati, procedure mininvasive.

    Quando la causa del ciclo irregolare o assente individuata dallo specialista è legata ad abitudini scorrette, le soluzioni possono includere:

    • Gestione dello stress tramite tecniche di rilassamento (yoga, meditazione, respirazione guidata) e miglioramento della qualità del sonno.
    • Alimentazione equilibrata e controllo del peso, evitando diete restrittive o squilibri nutrizionali che possono interferire con l’ovulazione.
    • Attività fisica moderata e regolare, con riduzione di sport estremi o allenamenti troppo intensi se associati ad amenorrea.

    Se l’irregolarità deriva da uno squilibrio ormonale, il medico può proporre una terapia farmacologica mirata, tra cui:

    • Contraccettivi ormonali combinati (pillola, cerotto, anello vaginale), utili per regolarizzare il ciclo e ridurre sintomi associati.
    • Progestinici ciclici o sequenziali, indicati per indurre il flusso in assenza di mestruazioni spontanee e proteggere l’endometrio.
    • Terapie specifiche per alterazioni endocrine (ad esempio disfunzioni tiroidee o iperprolattinemia), con trattamento mirato alla causa.

    Quando l’irregolarità del ciclo dipende da cause strutturali, come fibromi o polipi, può essere indicata una valutazione chirurgica, generalmente con approcci mininvasivi. Le opzioni includono:

    • Rimozione di fibromi o polipi mediante procedure conservative, se interferiscono con il ciclo o causano sanguinamenti anomali
    • Correzione di anomalie anatomiche significative, nei casi in cui siano clinicamente rilevanti
    • FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), utilizzati per controllare dolore e infiammazione quando presenti.

    In conclusione, l’irregolarità del ciclo non dovrebbe essere vissuta con ossessione o con ansia costante, ma interpretata come un segnale utile che l’organismo sta inviando. Il ciclo mestruale, infatti, rappresenta un indicatore sensibile dell’equilibrio ormonale e dello stato generale di salute.

    Un inquadramento clinico corretto consente non solo di gestire i sintomi e ripristinare la regolarità, ma anche di individuare precocemente eventuali condizioni da monitorare, tutelando il benessere nel tempo.

Contenuti approvati dal Comitato Editoriale.
Data ultimo aggiornamento: 2021-05-18
Le informazioni presentate hanno natura generale, sono pubblicate con scopo divulgativo per un pubblico generico e non sostituiscono il rapporto tra paziente e medico.

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