Analisi del sangue: come prepararsi?

Cosa fare e quali attività evitare nelle ore prima di un prelievo di sangue

L’importanza della preparazione agli esami del sangue

  • ​Il prelievo sanguigno è uno degli esami di routine più comuni: la frequenza con cui effettuare le analisi va stabilita insieme al medico curante, tenendo conto di eventuali patologie acute o croniche e altri parametri da tenere monitorati, ma di norma un individuo sano dovrebbe effettuare gli esami del sangue almeno una volta l’anno.

    Anche se si tratta di un check-up generale e poco invasivo, il prelievo di sangue, insieme all’analisi delle urine a cui è frequentemente associato, rappresenta la base necessaria per prevenire e intervenire tempestivamente sulle più importanti e comuni patologie, come diabete, malattie cardiovascolari, malattie del fegato e dei reni e persino alcuni tipi di cancro.

    Per questo motivo una buona preparazione agli esami del sangue, che rende le analisi di laboratorio effettuate il più possibile accurate, è fondamentale per avere un riscontro preciso, evitando così di far scattare inutili “campanelli d’allarme” dati dall’alterazione di uno o più valori ematici. 

Cosa fare il giorno prima delle analisi del sangue

  • ​Nelle 24 ore precedenti alle analisi del sangue si raccomanda di seguire uno stile di vita quanto più possibile simile a quello regolare, ma con alcune raccomandazioni.

    Già nei giorni precedenti alle analisi del sangue è consigliabile seguire un’alimentazione semplice e sobria, con quantità ridotte di grassi e zuccheri semplici; d’altro canto è importante non alterare troppo le proprie normali abitudini alimentari, sia in eccesso che in difetto.

    Per quanto riguarda l’attività fisica, nelle 24 ore precedenti alle analisi del sangue si può condurre una vita normale: per evitare di compromettere i valori ematici occorre evitare solo sforzi e allenamenti particolarmente intensi, così come attività quali sauna e bagno turco.

    Tra le 8 e le 12 ore prima del prelievo sarà inoltre necessario restare a digiuno, assumendo solo piccole quantità di acqua per prevenire la disidratazione. Durante il periodo di digiuno è inoltre vietata l’assunzione di caffeina, tabacco e altre sostanze voluttuarie in grado di compromettere i risultati delle analisi. 

Prenotare esami del sangue vicino a me senza ricetta

  • ​Gli esami del sangue sono un esame di routine offerto da molte strutture sul territorio italiano: nella maggioranza dei casi è possibile prenotare le analisi ematiche, anche senza ricetta del medico di base, in modo rapido ed efficace.

    Il pacchetto completo delle analisi del sangue proposto più di frequente prevede l’analisi dei seguenti parametri ematici, sufficienti al monitoraggio delle principali patologie:

    • Pcr (Proteina C Reattiva Quantitativa)
    • Creatinina
    • Proteine Totali
    • Trigliceridi
    • Azotemia (Urea Ematica)
    • Esame Completo Urine (Chimico Fisico e Microscopico)
    • Emocromo Con Formula
    • Colesterolo Ldl
    • Transaminasi (Got Gpt Alt Alanina e Aspartato Aminotransferasi)
    • Gamma Gt
    • Glicemia (Glucosio)
    • Colesterolo Hdl
    • Colesterolo Totale
    • Bilirubina (Totale e Frazionata)
    • Sideremia (Ferro)

Cosa fare dopo gli esami del sangue

  • ​Dopo il prelievo di sangue è bene effettuare una pressione sull’area interessata dalla puntura per almeno cinque minuti, mantenendo il braccio ben disteso e la mano aperta. Per almeno qualche ora dopo il prelievo è inoltre consigliato astenersi dall’attività fisica intensa, se interessa l’arto in cui è stato introdotto l’ago.

    Dal punto di vista dell’alimentazione, dopo gli esami del sangue è inoltre prassi reintegrare i nutrienti non assunti durante le ore di digiuno per mezzo di un pasto nutriente e sostanzioso.

    Sull’area interessata dal prelievo potranno sorgere piccoli ematomi di lieve entità, che si riassorbiranno spontaneamente dopo qualche giorno: se ciò non avviene o l’ematoma si accompagna ad altri sintomi ci si dovrà rivolgere al proprio medico curante.

Interferenza di cibi e bevande con le analisi del sangue

  • ​Come è ormai noto, la necessità di digiunare tra le 8 e le 12 ore prima del prelievo di sangue è comprovata all’unanimità dalla comunità medica: il digiuno è raccomandato per evitare l’interferenza delle sostanze contenute nel cibo con i valori ematici, che renderebbe in questo modo del tutto inaccurati i risultati delle analisi.

    Durante il giorno prima del prelievo si consiglia di mantenere una dieta il più possibile simile a quella seguita in condizioni normali, evitando sbalzi calorici in eccesso o in difetto che possono compromettere il volume plasmatico nel sangue.

    Si sconsiglia tuttavia di eccedere nell’alimentazione, prestando particolare attenzione agli alimenti grassi, che aumentano la concentrazione di trigliceridi e la torbidità del plasma e agli zuccheri semplici, che invece aumentano i valori glicemici. A un consumo eccessivo di carne sono invece correlati squilibri nei valori relativi alla concentrazione di azoto (che fornisce un importante indice sul livello di funzionalità dei reni) e di creatina.

Esami del sangue, farmaci e vaccini: facciamo chiarezza

  • ​Le interferenze dei farmaci assunti dal paziente con le analisi del sangue dipendono da un’ampia serie di variabili relative alla natura della terapia, all’assorbimento e al metabolismo del farmaco in questione da parte dell’organismo.

    Per quanto riguarda i soggetti in salute, senza patologie croniche o comunque asintomatici, si raccomanda senza eccezioni di presentarsi al prelievo in assenza assoluta e più prolungata possibile di qualsiasi trattamento farmacologico. Se si assumono farmaci su prescrizione occorrerà discutere la strada da intraprendere con il medico curante.

    Anche altri tipi di terapia non farmacologica, come le iniezioni intramuscolari e gli integratori (compresi rimedi erboristici e prodotti dimagranti) possono interferire con i risultati dei prelievi e vanno perciò sospesi almeno per qualche giorno prima degli esami del sangue.

    Infine, per quanto riguarda le vaccinazioni, le linee guida italiane prevedono che si possano sottoporre al prelievo di sangue, per analisi o donazioni:

    • dopo 48 ore dalla vaccinazione i soggetti vaccinati con virus inattivati, vaccini che non contengono agenti vivi o vaccini ricombinanti (ovvero la totalità dei vaccini anti-SARS-CoV-2 approvati sul territorio italiano) che non abbiano mostrato sintomi;
    • dopo almeno 7 giorni dalla vaccinazione i soggetti vaccinati che abbiano sviluppato sintomi.

Analisi del sangue ed esercizio fisico

  • ​Anche l’esercizio fisico è in grado di interferire con i risultati dei prelievi: per questo motivo si raccomanda di astenersi da sforzi fisici strenui il giorno prima dell’esame del sangue. Non costituisce invece un fattore di interferenza l’attività fisica conseguente dalle regolari attività quotidiane, in quanto non altera in maniera significativa i valori di creatinchinasi e lattato-deidrogenasi provenienti dalla muscolatura, sostanze che invece aumentano significativamente in situazioni di sforzo intenso.

    Anche l’attività aerobica, se svolta nelle ore immediatamente precedenti al prelievo, può portare a un calo temporaneo dei valori relativi a globuli rossi, emoglobina ed ematocrito.

    L’astensione dall’esercizio fisico poco prima del prelievo è da seguirsi in modo ancora più scrupoloso se insieme al prelievo ematico si effettua anche l’analisi delle urine, in modo da poter rilevare valori corretti di creatinina.

Salute femminile ed esami del sangue

  • ​Le perdite ematiche connesse al ciclo mestruale sono in grado di alterare i valori delle analisi del sangue. In questa fase intervengono infatti cambiamenti a livello ormonale dovuti alla ridotta concentrazione di estrogeno nell’organismo, che a loro volta influenzano valori del colesterolo e dei trigliceridi determinandone un temporaneo aumento anche oltre ai range considerati nella norma.

    Pertanto le donne in età fertile dovranno fare particolarmente attenzione a non prenotare gli esami del sangue, salvo controindicazione del medico curante o particolari necessità, durante i giorni del ciclo, così da non falsare i risultati dei valori ematici. Lo stesso discorso vale anche per i giorni immediatamente precedenti all’inizio delle mestruazioni.

    Per quanto riguarda invece la gravidanza, sarà competenza del medico curante stabilire l’iter di esami da effettuare e il monitoraggio di diversi parametri nel corso della gestazione. 

Altri fattori che influiscono sui risultati delle analisi

  • ​Esiste infine una moltitudine di fattori esterni in grado di influire sui valori ematici restituiti dalle analisi del sangue. Una condizione frequente di alterazione dello stato psicofisico del soggetto riguarda stati di agitazione e ansia, che vanno comunicati tempestivamente agli infermieri prima del prelievo in quanto:

    • aumentano la concentrazione dei leucociti;
    • abbassano i livelli di ferro;
    • aumentano i livelli di adrenalina.

    Anche i sintomi di infezioni e malanni di stagione, come febbre, vomito e diarrea, possono influire sui valori delle analisi, facendo oscillare i valori di glucosio e cortisolo. I soggetti diabetici devono fare inoltre particolare attenzione, in quanto questi sintomi possono alzare significativamente il livello di glicemia.

    Anche fattori apparentemente secondari come la postura possono influire su alcuni valori delle analisi del sangue: il passaggio da una posizione supina (come nel caso dei pazienti ospedalieri) a una seduta (come nel caso dei pazienti ambulatoriali) determina una variazione soprattutto nel volume plasmatico, ma anche di analiti come calcio, magnesio e trigliceridi. Per questo motivo la procedura di preparazione del paziente al prelievo è resa il più possibile standardizzata, così da poter rendere confrontabile e uniforme questo set di valori.

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Data ultimo aggiornamento: 2022-01-05
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